Iniziare una carriera universitaria: pt.1
Ciao caro lettore,
questo è il primo post di una (spero) lunga serie di articoli riguardanti la vita di un semplice studente che sta affrontando la facoltà di ingegneria biomedica.
Prima di parlare di essa, però ,è necessario fare un passettino indietro… diciamo in un intervallo di 1-5 anni, nel pieno di uno spensierato periodo liceale. Immaginatemi come il classico ragazzo con la media del 7-7.5 che studia il giorno prima e non ha passioni rilevanti. Questo ero io: un ragazzo che non aveva alcuna difficoltà a studiare ma non eccelleva in nessuna materia. Ritenevo, infatti, che il 70% delle informazioni ricevute a scuola fosse una completa perdita di tempo.

Ovviamente sbagliavo … ma parlare in retrospettiva è troppo facile, dai!
In realtà ho detto una piccola bugia: qualche passione la avevo. Precisamente mi piaceva approfondire informatica, fisica e biologia. Nonostante siano tutte materie STEM c’è una certa decorrelazione tra di esse. Credo si possa attribuire alla bravura dei professori che, tra l’ altro, ritengo in parte responsabili della scelta delle carriere lavorative dei loro studenti. Il ruolo del professore, infatti, può influire positivamente o negativamente sul giudizio della materia da parte dell’alunno, portandolo a scegliere una determinata strada rispetto ad un’ altra.
Facendo un piccolo esempio ho avuto un professore di storia che sapeva trasmettere la sua passione attraverso le spiegazioni. In quell’anno era riuscito a farmi interessare alla materia, tanto da studiare regolarmente e appassionatamente .Inutile dire che anno nuovo, professore nuovo e… visione opposta della materia. Credo ci sia un problema complesso e radicato nel sistema scolastico italiano e ,purtroppo , si continuerà a dare solo importanza al quanto si spiega e non al come lo si fa.
Digressioni a parte , torniamo alla mia esperienza.
La mia famiglia è stata sempre composta da medici e la cosa mi affascinava alquanto. Mi intrigava l’idea di salvare vite e conoscere il funzionamento di ogni molecola che crea vita. Tutto bellissimo ,direte , ma la verità era che mi ero auto-creato delle aspettative che erano difficili da gestire per una persona super-ansiosa come me1. Nonostante ciò provai il test convintissimo di passarlo…
Fuori per UN punto.

E ora? Aspetto un anno e lo riprovo? Cambio facoltà? Cosa ne voglio fare della mia vita?
Non avevo progettato piani B (a little bit arrogant, i know) e mi ritrovai con un’unica possibilità: Ingegneria Biomedica. Si , beh , non ho scelto ingegneria biomedica per volontà ed è giusto che lo sappiate. Infatti ogni anno circa il 50% degli studenti si ritrova a ingegneria biomedica a causa della non ammissione a medicina. Tranquillo/a ,è perfettamente normale essere in questa situazione.
Mi ritrovavo così senza certezze per il futuro e zero conoscenza dell’università che stavo per affrontare… ottimo direi!
Prima di passare al resto della storia voglio approfondire un altro aspetto, facendo un po’ il saggio della situazione. Infatti credo sia opportuno darvi una lista di motivi che, a mio avviso, possono aiutare i ragazzi/e che stanno cercando di trovare il loro percorso in mezzo a miliardi di scelte.
Discleimerino obbligatorio : questi consigli non sono regole e non valgono per tutti, ovviamente. Ogni persona ha dentro sé l’ultima scelta ed è giusto seguire la propria strada se ne si è convinti. Queste sono solo alcune righe di testo che IO avrei voluto trovare prima di iniziare l’università:
- NON ASPETTATE la 5 superiore per iniziare a parlare di università. Le passioni solitamente non nascono all’ultimo anno e affrontare prima il problema può essere utile per ordinare le idee e mettere sul piatto tutti i pro e i contro… d’altronde questa scelta schiarisce la strada della vostra vita.
- Potremmo discutere o meno sul fatto di scegliere l’università esclusivamente in base alle opportunità lavorative e non starò qua ad annoiarvi tanto su questo. A me piace pensare semplicemente che è giusto fare quello che ci piace … ma …. in un’ insieme chiuso di cose che hanno senso. Ok Andrea ma cosa vuol dire? Che in un range di cose che sono simili (nel mio caso STEM) e offrono buone possibilità di fare carriera (≠ da guadagnare tanto) è giusto scegliere la cosa che ci appassiona di più.
- Abbiate piani B , siate prudenti. Io mi sono fatto trascinare dall’idea che esisteva solo il piano A e quel piano A dovevo ottenere. Questo si, ovvio, era l’obiettivo. Ma la realtà è spesso imprevedibile e ritrovarsi senza seconde vie può essere controproducente2.
- Ultimo, ma non meno importante, SIATE CONVINTI di quello che state facendo. Fare l’ università non è un obbligo e ho visto amici iniziarla per il volere della famiglia. Per la maggior parte delle persone, infatti, l’università porta a lavorare per tutta la vita in quell’ ambito non potete permettervi di fare qualcosa per tutta la vita in modo forzato. Pensate a voi tra 10,25,50 anni. E’ lì che dovete valutare quanto quel percorso sia adatto a voi.
Se vuoi sapere come ho affrontato il primo mese di università e/o vuoi sapere la mia opinione su essa ti consiglio di leggere questo post: Iniziare una carriera universitaria pt.2
E grazie per il tuo tempo 🙂
NOTE A PIE’ DI PAGINA
- se volete approfondire il tema dell’ how to defeat anxiety e tutto ciò che ne riguarda al livello biologico vi consiglio questo fantastico articolo di moretothat sull’ argomento. Blog che, a mio avviso, è uno dei migliori che abbia mai letto ↩︎
- Andrea, ma stai dicendo che Ingegneria quindi è stato un errore che tornando indietro non avresti commesso? Si e No, nel senso che probabilmente non l ‘avrei presa in considerazione per la mia mancanza di prudenza ma in retrospettiva non posso che esser felice di questa scelta. Diciamo che è il classico caso dove ti si chiude la porta della vita e girandoti ne trovi un’altra della stessa importanza ↩︎
